Team MCES, l’organizzazione eSports d’oltralpe che vanta due Accademie, 40 Pro Players, diverse vittorie e piazzamenti di rilievo in Francia ed Europa sui principali titoli dello spazio, sbarca in Italia con una mission ambiziosa: quella di accrescere e professionalizzare la diffusione degli esports, cioè i videogames competitivi, nel nostro Paese favorendo il dialogo con il mondo sportivo tradizionale.

Lo farà attraverso l’organizzazione di tornei ed eventi, la creazione di accademie online e offline presso centri sportivi esistenti, dove indirizzare i giocatori che intendessero progredire dal punto di vista tecnico e professionale, e con l’organizzazione e la gestione di un Pro Team nazionale, cioè di una squadra competitiva che partecipi ai principali campionati esportivi d’Italia e che sia strutturata come una vera società sportiva.

Più dell’80% della Generazione Z si dedica con assiduità ai videogames. Alcuni di questi videogames propongono un percorso di progressione tecnica e mentale che non ha differenze rispetto ad altri sport, e infatti si parla oramai comunemente di eSports per definire i videogames competitivi. L’industria degli eSports vale, nel Mondo, quanto quella del cinema e della musica sommate. L’Italia è in grave ritardo nel settore degli eSports che vengono ancora considerati una distrazione per nerds.

D’altro canto gli eSports sono un gigante dai piedi d’argilla, e l’Italia può vantare una professionalità e una capillarità del settore sportivo che non ha eguali al mondo: decine di migliaia di associazioni sportive dilettantistiche, una quindicina di Enti di Promozione Sportiva che intercettano milioni di praticanti, un comitato Olimpico permanente, un Ministero dello Sport, una Banca dello sport e numerosi incentivi al finanziamento di start-up innovative sono una base sufficiente per innescare un progetto ambizioso: quello di far parlare il presente col futuro.

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